La Ricerca sul Sagrantino

Per valorizzare la produzione del vitigno locale Sagrantino, l'azienda Val di Maggio, in collaborazione con l'Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano e con il Parco Tecnologico dell'Umbria - Sitech s. cons. a r. l., sta svolgendo una ricerca articolata in due tematiche:

- Selezione clonale del Sagrantino

- Applicazione di moderne tecniche agronomiche nella gestione di nuovi impianti (ricerca della ottimale combinazione tra fittezza, portainnesto e forma di allevamento).

La selezione clonale del Sagrantino
Negli anni 1992 e 1993 si sono ricercate nell'areale tipico di produzione (Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo) le 'piante madri' di Sagrantino, individui appartenenti al vitigno, geneticamente e morfologicamente diversi per una o più caratteristiche:
grandezza e forma del grappolo; fertilità delle gemme; sviluppo vegetativo della pianta; caratteristiche delle uve (contenuto zuccherino, acidico e polifenolico; caratteristiche aromatiche particolari); presenza di virosi manifeste.
La ricerca di queste piante madri si è svolta per lo più in vecchi impianti, anche abbandonati o nelle aziende agricole, ove per uso familiare venivano coltivate poche piante coltivate per via vegetativa di generazione in generazione. Si è cercato dunque di recuperare il più possibile quella variabilità naturale, andata persa o ridottasi a causa di passate selezioni massali. Dalle piante madri individuate è stato prelevato materiale legnoso, innestato in vivaio su due differenti portainnesti per l'ottenimento di barbatelle (così da ciascuna pianta madre si sono ricavati i presunti cloni); con questo materiale si sono costituiti nel 1994 due impianti sperimentali in zone pedoclimatiche differenti nell'areale di coltivazione del Sagrantino. 
I diversi presunti cloni vengono ora sottoposti a indagine scientifica per la descrizione delle caratteristiche vegeto-produttive: fertilità delle gemme, peso medio della produzione, grandezza e morfologia del grappolo; contenuto zuccherino, pH, acidità totale, contenuto in acido malico e acido tartarico dei mosti; contenuto in polifenoli ed antociani delle bucce; eventuale presenza di virosi tramite test 'Elisa'. Vengono inoltre sottoposte a microvinificazione presso l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige (TN) le uve dei singoli presunti cloni per valutare le caratteristiche dei vini ottenuti, sia attraverso metodologie analitiche che tramite degustazioni da parte di un gruppo di persone selezionate ed allenate (panel di degustazione). Ripetendo negli anni le procedure di indagine scientifica, si riesce ad individuare quel gruppo di cloni interessanti per il miglioramento della qualità del Sagrantino, cloni che verranno omologati seguendo le normative legislative in vigore.
Questo materiale clonale selezionato e certificato verrà utilizzato per i futuri impianti di campi policlonali ad ampia base genetica, scegliendo l'ottimale combinazione di cloni nei diversi areali di coltivazione del Sagrantino e per le differenti finalità enologiche che si vogliano ottenere.

Tecniche Agronomiche
In due diversi impianti realizzati nel 1994 si confrontano le caratteristiche vegeto-produttive e qualitative del Sagrantino allevato con diverse soluzioni agronomiche: 
si paragonano le caratteristiche di piante allevate a Palmetta (tipico sistema di allevamento della zona con densità di 1700 piante per ettaro), con forme di allevamento innovative quali il Guyot ed il Cordone speronato a diverse densità di impianto (3200, 3800, 4800 e 5700 piante/ha). Ciascuna conbinazione di forma di allevamento e di fittezza è ripetuta su sette portainnesti (3309 C, 161-49 C, 1103 P, 110 R, 140 Ru) differenti per caratteristiche di vigoria e di resistenza a problematiche diverse (calcare, siccità, ...); in totale sono messe a confronto circa 40 tesi per ciascun campo sperimentale.La produzione delle singole piante viene corretta attraverso diradamenti manuali, al fine di ottenere produzioni di 8 t/ha come da disciplinare Docg. Per ciascuna tesi si effettuano rilievi vegeto - produttivi come già descritto per la selezione clonale (eccetto che per la mappatura del DNA e per il test Elisa); anche per queste tesi si effettuano inoltre le microvinificazioni delle uve vendemmiate. Si deve tener presente come la ricerca della migliore combinazione ottenibile tra fittezza di impianto, forma di allevamento e portainnesto, non debba prescindere dalla possibilità di una vantaggiosa meccanizzazione delle operazioni colturali, fermo restando l'ottenimento della migliore qualità possibile.Come per la selezione clonale, occorre avere il riscontro dei risultati di più anni di confronto, per tenere in considerazione l'influenza dell'annata sulle caratteristiche vegeto-produttive delle diverse combinazioni. I risultati della selezione clonale daranno luogo all'individuazione e descrizione di cloni di Sagrantino, adatti per i diversi ambienti del territorio di coltivazione e per le diverse finalità enologiche; questi cloni verranno omologati ed iscritti al Registro Nazionale dei cloni secondo le normative dettate dalla legislazione.