Hesse racconta Montefalco



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Hesse racconta Montefalco

Hermann Hesse Dall'Italia (viaggio compiuto dallo scrittore nel 1907)

L'incipiente primavera mi aveva ancora una volta attirato oltre i monti, verso sud.
Mi misi dunque in viaggio e, facendo brevi soste lungo percorsi familiari, passai attraverso Bologna, Firenze, Arezzo, per tornare a vagabondare qualche tempo nella verde Umbria. 

E un bel giorno, provenendo da Foligno, dov'ero stato ospite di un ballo mascherato di provincia, giunsi sotto la pioggia e in un mare di fango all'arroccata cittadina di Montefalco. Pur essendo situata in posizione ardita e avendo l'aspetto di una rocca fiera e bellicosa, Montefalco è oggi uno dei luoghi più pacifici della terra, un quieto centro di arte francescana.

Sale attraverso l'antica porta una ripida stradina, stretta e buia e ovunque si volga lo sguardo, ovunque si passi, tutto è antico, medievale, sassoso freddo e duro. Minuscoli vicoli ritagliati fra alte case di pietra grezza, antiche torri, portali, castelli, chiese e mura. 
Sulla sommità fui accolto da un vento freddo e tagliente. Imbacuccato nel mio mantello, ebbi una visione bella e toccante: oltre un'antica muraglia il paesaggio umbro, verde e luminoso, rinchiuso entro una possente cerchia di alti monti ancora innevati. Vicino o lontano, non c'è sguardo che non sfiori una località antica, celebre, sacra; ecco laggiù SpoletoPerugiaAssisiFolignoSpelloTerni, e nel mezzo centinaia di luoghi minori, di villaggi, chiese, corti, monasteri, rocche e case coloniche: una terra ricca di storia, di monumenti romani e preromani, attraversata dal piccolo fiume Clitumno, del quale spesso leggevamo quando studiavamo latino... 

Ammutolito di meraviglia attraversai la piazza, uscii di città da una delle porte, rientrai da quella successiva, percorsi angoli e ripide stradine. Fuori città trovai un magnifico giardino che circondava una villa solitaria, attualmente disabitata e un po' fatiscente; lì riposai sotto vecchi cipressi, assistendo all'alternarsi di ampie chiazze di ombra e sottili strisce di sole nella verde vallata. Vidi Assisi e, nei pressi, la Porziuncola: luoghi sacri, trasfigurati dalia grazia e dall'incanto che San Francesco e l'antica arte umbra hanno infuso in questa terra. E poi mi misi a inseguire le tracce di quest'arte francescana oltre ad Assisi, non c'è luogo che offra migliore opportunità di Montefalco. Dentro chiese e cappelle, sopra portali a altari scoprii affreschi antichi popolati di delicate figure pervase di gioiosa devozione: stupende madonne misericordiose, graziosi santi giovinetti. Immagini sacre tratte dalla storia biblica e dall'agiografia, talune meste a severe, tal'altre ardenti di devozione, altre ancora ridenti di fanciullesca letizia...